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Food 35 Anni
1996

Un grande Cibus in una piccola città

Cibus cresce, Parma no: un atto d'accusa diretto all'amministrazione locale e ad Autostrade per l'inadeguatezza infrastrutturale attorno alla fiera.

Una fiera, Cibus, con tanti espositori e visitatori. Una città, Parma, con una grande assenza: l'amministrazione comunale e provinciale, oltre alla società Autostrade. Questo il bilancio dell'edizione '96 di Cibus. Una kermesse che ha riportato risultati eclatanti, ma che ha messo in luce come la città emiliana non sia ancora pronta a reggere l'urto di una manifestazione di tale impatto.
I dati consuntivi snocciolano tutta una serie di record: 120mila visitatori (20mila in più della passata edizione di cui 10mila stranieri), 120mila metri quadrati di superficie espositiva (contro i 30mila della prima edizione, quella del 1985), 2.500 espositori, l'approdo di Cibus Dolce alla fiera parmense.

Ma altri record, negativi stavolta, vengono segnalati da chi si è recato a visitare la fiera: lunghe code di auto in fila per ore presso i caselli autostradali, presso le vie d'accesso e di uscita dalla Fiera, esiguità dei bus navetta, oltre a carenze interne come il numero insufficiente di toilette e di apparecchi telefonici. E via di seguito. Insomma i "soliti" problemi di Cibus, cresciuti però quest'anno in maniera esponenziale a causa dell'eccezionale aumento dell'affluenza alla manifestazione.

Se Cibus come manifestazione fieristica conserva intatto il suo valore e la sua capacità di attrazione, Parma – che ama fregiarsi del titolo di capitale della food valley italiana – rischia di perdere invece ogni credibilità e diventare così la capitale dell'inefficienza. Tanto che qualcuno vorrebbe "scipparle" questo prestigioso gioiello e trasferirlo in qualche altra sede fieristica. A sedere sul banco degli imputati sono soprattutto loro, l'amministrazione locale e provinciale e la società Autostrade, responsabili della viabilità e dei parcheggi, i cui vertici sono stati sollecitati da tempo sull'urgenza di intervenire per risolvere questa delicata situazione.

Giuliano Molossi, vicedirettore de La Gazzetta di Parma scriveva il 15 maggio scorso:

"Il più spiritoso è stato Maurizio Cheli, l'astronauta italiano protagonista dell'ultima sfortunata impresa della Nasa: 'Arrivare a Cibus? È più semplice andare nello spazio con lo Shuttle'. Il più infuriato un milanese che nella coda dal casello dell'Autosole al parcheggio della Fiera ci ha rimesso il motore della sua auto. Ma anche i commenti degli altri automobilisti incolonnati per ore sulle strade di accesso alla Fiera sono irriferibili."

Ce l'avevano tutti con la Fiera. Ma la Fiera non c'entra niente con la disastrosa viabilità cittadina.

Il problema è che, mentre Cibus cresceva, Parma restava ferma. Il presidente dell'Ente Fiere, Marco Rosi, non ha nascosto il suo disappunto per i gravi disagi sopportati da espositori e visitatori:

"Mi hanno chiesto come risolvere il problema. Semplice: servono strade, strade, strade".

Ci si trova ad avere a che fare con una rete stradale da terzo mondo, assolutamente inadeguata per una manifestazione del genere, con parcheggi insufficienti, con un casello autostradale (quello di Parma Ovest) che non dispone nemmeno di un'uscita Viacard o Telepass, con la via principale di accesso che per un'occasione simile è stata sciaguratamente lasciata a doppio senso di marcia.

Certo non ci nascondiamo che anche altre città in Italia e in Europa sedi di importanti manifestazioni fieristiche si sono trovate alle prese con problemi analoghi. Ma lì, almeno, qualcosa si sta facendo. A Parma per ora siamo fermi alle promesse. Non abbiamo la pretesa che il Comune ammetta le sus responsabilità: ci auguriamo solo che non invochi a sua scusante il tempo inclemente che ha moltiplicato i disagi perché la pioggia a maggio è un evento meteorologico un po' più prevedibile di una nevicata a Ferragosto.

I sette padiglioni della Fiera si trovano a poche centinaia di metri dall'Autostrada del Sole. Era così difficile predisporre per le migliaia di auto dirette a Cibus un percorso preferenziale? Almeno per la prossima edizione sarà possibile creare, come è stato fatto in altre città, uno o più caselli autostradali "volanti" e cioè provvisori, riservati ai mezzi diretti alla Fiera?

E ancora: perché non ripristinare il progetto di costruire un grande parcheggio attiguo all'autostrada con ingresso pedonale alla Fiera? Perché all'uscita di Parma Ovest sulla A15 non si adegua il casello aumentando le corsie Viacard e se ne inseriscono alcune per coloro che hanno il Telepass? Perché nella via di accesso principale alla Fiera non è stato proibito il traffico locale che avrebbe dovuto essere dirottato lungo altri percorsi?

Potremmo continuare. Ma è meglio guardare avanti e pensare che a Cibus '98 i visitatori non saranno i 120mila di oggi ma molti di più. Per evitare un'altra brutta figura occorre muoversi subito. Per correttezza avremmo dovuto dare la parola agli amministratori pubblici, ai responsabili di Autostrade che ci avrebbero elencato tutta una serie di "bla, bla, bla...".

Quando questi signori avranno dei fatti da comunicarci noi saremo i primi a divulgarli. Siatene certi. Con l'approvazione di tutti gli espositori e dei visitatori.