Vai al contenuto
Food 35 Anni
2006

Italia del Gusto

La nascita di un consorzio ambizioso tra i big del food italiano per portare la gastronomia di marca sui mercati internazionali.

Paolo De Castro, ministro dell'Agricoltura, delle Politiche agricole, alimentari e forestali che ringraziamo ancora per averci concesso la lunga e ricca intervista pubblicata su Food di luglio, sostiene la tesi che bisogna fare sistema, studiare forme di associazionismo, consorzi per proporsi uniti all'estero nei confronti della distribuzione e ristorazione.

Un gruppo di 20 società hanno preso alla lettera il Ministro. È nato, infatti, il consorzio 'Italia del Gusto', che ha come pay off 'la Gastronomia di Marca'. In inglese diventa 'Taste of Italy' con il pay off 'Great Food, Good Living'.

I soci fondatori sono le seguenti aziende di alimentari: in ordine alfabetico,

  • Amica Chips (snack salati)
  • Auricchio (provolone e pecorino)
  • Barilla (pasta secca, sughi a lunga conservazione e bakery)
  • Conserve Italia (conserve vegetali e pelati)
  • Cremonini (carni rosse)
  • Granarolo (latticini)
  • illycaffè (caffè)
  • Italia Zuccheri (zucchero)
  • Noberasco (frutta secca)
  • Orogel (surgelati vegetali)
  • Parmacotto (salumi)
  • Parmalat (bevande piatte e passata di pomodoro)
  • Parmareggio Unigrana (parmigiano-reggiano e grana padano)
  • Pastificio Rana (pasta fresca e sughi freschi)
  • Regnoli (specialità ittiche)
  • Riso Gallo (riso e preparati)
  • Salov (olio)
  • Sammontana (gelati)
  • SanBenedetto (acqua e bevande gasate)
  • Aia-Gruppo Veronesi (carni bianche ed elaborati)

Queste società hanno deciso di mettersi insieme per cercare sinergie commerciali, svolgere attività promozionali, partecipare a fiere, organizzare eventi, concorsi e attività di relazioni pubbliche tutte orientate all'estero. Si prevede di allargare il consorzio, coinvolgendo altre società che operano nelle categorie non ancora presenti nel consorzio, come aceto balsamico, confetture e miele, farina e preparati, frutta fresca, verdura fresca e IV gamma, gorgonzola, pizza, prodotti da ricorrenza, prodotti da impulso come caramelle e gomme, cioccolato, snack surgelati, tartufi e funghi, tonno. Si pensa di coinvolgere anche alcuni produttori tipici di specialità locali che hanno sbocco nei mercati internazionali.

Insomma, tutto l'universo del food italiano.

"Ogni impresa rimane autonoma e indipendente per la politica di marca e di prodotto e per le attività di marketing e commerciale. Abbiamo scelto di svolgere attività promozionali comuni nei mercati internazionali, presentandoci insieme. Nasce così la prima multinazionale per proporre l'Italian food di marca. Una multinazionale che vuole diffondere il gusto italiano, l'Italian taste, così come i protagonisti della moda hanno diffuso l'Italian style nel mondo"

ha dichiarato Giovanni Rana, neo presidente di 'Italia del Gusto'.

Vice presidenti sono Alberto Auricchio-ad dell'azienda omonima, Alberto Baraldi-dg Salov, Giacomo Biviano-dg illycaffè, Gianluca Bolla-ad di Barilla, Leonardo Bonanomi-dg Parmalat, Roberto Cavelli-dg Orogel, Ettore Ghidoni-pres Unigrana Parmareggio, Mario Preve-pres Riso Gallo, Massimo Resaz-direttore estero San Benedetto, Mario Resca-pres Italia Zuccheri, Andrea Romanò-vice pres Amica Chips, Alessandro Rosi-ad Parmacotto, Angel Sanchez-dg Conserve Italia, Luciano Sita-pres Granarolo, Vincenzo Cremonini e Bruno Veronesi, ai vertici dei gruppi omonimi.

Più che significativo il risultato del calcolo che abbiamo fatto: il fatturato aggregato dei consorziati, che – ricordiamolo – restano indipendenti, si posiziona ai vertici della classifica mondiale delle aziende food.

Il consorzio, oltre al presidente e al consiglio direttivo, è formato da un comitato tecnico composto dai manager che sono operativi nei diversi Paesi e che avanzeranno proposte e realizzeranno i diversi progetti.

Quali sono? Svolgere attività di lobby al fine di sensibilizzare le strutture competenti su che cosa significa oggi "made in Italy", gusto e ricettazione italiana, innovazione, qualità, prodotti originali e "falsi d'autore". Tutti concetti, questi, che vanno spiegati. Troppa infatti è la confusione di ruoli e competenze.

Anche i finanziamenti stanziati da Buonitalia, Ice, Regioni e Unione europea devono tener conto di questi concetti e della serietà e affidabilità delle aziende che li rappresentano. Anche per questo è nato Italia del Gusto.

Il consorzio farà i primi passi in alcuni Paesi dell'Est, in particolare Russia e Croazia, che faranno da palestra di allenamento prima di sbarcare oltreoceano.

Sono previste anche attività di pr e ufficio stampa, svolgendo analisi e ricerche nei principali Paesi delle cinque macroaree identificate: Europa occidentale, Europa dell'Est, Stati Uniti e Canada, Asia e Australia, Sud America e altri mercati. La negoziazione di spazi comuni e allestimenti nelle principali manifestazioni fieristiche ed eventi di interesse per il settore sono altre attività svolte da Italia del Gusto. Food guarda con favore la nascita e lo sviluppo di Italia del Gusto, così come di altre associazioni e consorzi inerenti la nostra attività, per esempio le altre iniziative associative in Puglia coordinate da Divella, in Sicilia con Zappalà e in Toscana grazie alla Regione. Ci è stato anche offerto di dirigere il consorzio Italia del Gusto, ma non abbiamo accettato per rispetto delle altre aziende presenti sul mercato.

Tutte queste iniziative vanno appoggiate e incentivate. Dialogare, scambiarsi esperienze, fare sinergie anche solo logistiche o commerciali sarà strategico per il futuro. Un futuro che vede in campo anche una parte della distribuzione: in prima fila, Conad, Auchan e Carrefour, ma domani anche Coop, Sisa e Metro per gestire il business dell'Italian food nel mondo.

"Saremo noi a governare il business dei prodotti italiani all'estero, in particolare quelli tipici, distribuiti a marchio Sapori & Dintorni, governando i prezzi di cessione, di vendita e la logistica"

dichiara Francesco Pugliese, direttore generale di Conad, neoconsigliere del ministro De Castro e membro del Cda di Coopernic.

Sarà vero? Se osserviamo quello che sta succedendo con il prosciutto di Parma e con alcuni formaggi sembrerebbe proprio di sì.

Molti industriali fanno fatica a dialogare fra di loro. Ognuno pensa di essere più bravo degli altri. Italia del Gusto, invece, è la dimostrazione che il dialogo è possibile. Anche e soprattutto con i protagonisti della gdo. Senza dimenticare i consumatori, la comunicazione e l'innovazione.

Cose, queste, che le industrie di marca sanno fare bene. Anche se la distribuzione moderna si sta allenando per imparare questo mestiere.