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Food 35 Anni
2020

FOOD compie 30 anni

Un bilancio sincero di tre decenni: i traguardi raggiunti, le tensioni del settore e uno sguardo aperto sul futuro digitale e multimediale della rivista.

Nel 1991 nasceva Food. Una rivista, scritta in italiano e in inglese, distribuita sui principali mercati, con l'obiettivo di diventare il ponte tra l'industria e il trade.

"Gli anni Novanta – scrivevo nel primo editoriale – saranno quelli delle grandi sfide, dei grandi cambiamenti che si presenteranno sui vari mercati".

Una sfida che abbiamo vinto insieme ai nostri lettori, clienti e giornalisti. Oggi abbiamo Food, Food Service, Italian Food.net e Dolcesalato e alcune riviste consumer. Organizziamo eventi e concorsi, varato la prima piattaforma digitale e gestiamo "food content marketing" per comunicare al trade e ai consumatori. Inoltre pubblichiamo libri in diversi Paesi. Food è diventato un progetto editoriale. Una pianta che è cresciuta in modo verticale con diversi rami.

Nel prossimo anno troverete i frutti per rispondere alle esigenze delle diverse categorie: salumi, formaggi, farine, pasta e altri progetti verticali. Ringrazio Maria Cristina Alfieri per l'ottimo lavoro svolto, per continuare a collaborare con noi e per averci coinvolti, come soci, nell'Associazione Next che dirige. Per realizzare il nuovo progetto di Food abbiamo coinvolto esperti come Umberto Galimberti, Alex Tosolini, Ivo Petroff, Edoardo De Biasi, Paolo Micheli, Luca Montersino oltre, questo mese, a Guido Barilla che ci ha rilasciato un'opinione. Le copertine di Food sono illustrate da Luca D'Urbino mentre i disegni interni da Massimiliano Aurelio. Il primo firma anche le cover di The Economist mentre il secondo quelle di Monocle, due riviste molto importanti.

Proseguiamo il percorso, intrapreso trent'anni fa, cercando di migliorare i contenuti e la grafica e far crescere le industrie di marca e i retailer. Ma non tutto va per il verso giusto nel mercato. La mancanza di una rappresentatività nel mondo industriale ha generato momenti di forti tensioni. L'accordo stipulato dai grandi del settore, riuniti in Unione Italiana Food, ha spiazzato Federalimentare. I sindacati gridano vittoria. Anche Confindustria è scesa in campo ma senza più il ruolo politico che aveva nel passato. Il rischio di scissioni è reale perché gli interessi sono diversi e spesso contrastanti.

Nell'analisi del valore di un prodotto alimentare, trent'anni fa era l'industria a fare la parte del leone. Grazie alla comunicazione convinceva i consumatori a comprare i suoi prodotti. Ad un prezzo al kg che era allora, per diversi prodotti, più alto di quello attuale. Il coltello, dalla parte del manico, poi l'aveva preso la Gdo. Oggi a dettare legge sono, e saranno sempre di più, i consumatori. Decidono loro dove e come fare la spesa. In molti privilegiano i prodotti provenienti da filiere controllate, da industrie e da distributori che rispettano l'ambiente e la sostenibilità, con prezzi di vendita corrispondenti al valore reale del prodotto, non più solo a quello percepito. La guerra dei super sconti e dei prezzi sempre più bassi è stata la causa di diversi scandali che nessuno vuole più che si ripetano. Anche le negoziazioni, oggi virtuali, dovranno tenere conto che gli affari si fanno in due.

Da trent'anni si parla di prezzo netto ma nessuno lo applica. E i 'premi' vanno riconosciuti a fine anno in base ai fatturati raggiunti. Il 2020 passerà alla storia per la pandemia mondiale del coronavirus. Il nostro settore che è anticiclico, tutto sommato, ha retto bene se escludiamo il fuori casa in crisi per la chiusura dei locali. Da una disgrazia in molti hanno colto l'opportunità di business di gestire le vendite on line e il delivery. Soprattutto i retailer, ma anche molte industrie oggi forniscono direttamente i consumatori. La multicanalità insomma va forte.

Piccoli brand oggi crescono e si affacciano sui mercati esteri. Diverse aziende sono in vendita, alcune sono già state comprate dai fondi che sono diventati i nuovi attori sulla scena. Nelle imprese sono entrate le seconde e le terze generazioni. Anche giovani manager crescono in un mercato che per anni è stato bloccato dalle vecchie guardie. Il tappo oggi si sta stappando. E Food è, e resterà sempre, il punto di riferimento di questo bellissimo settore. Grazie a tutti e buona lettura.