2030: viaggio nel futuro
Sulle previsioni dei fatturati della Gdo nel 2030 si sono scatenate le reazioni da parte degli operatori del settore. Quali allora i nuovi scenari fra sette anni? Quali le alleanze, le dimissioni, le aggregazioni, i nuovi ingressi e i fatturati della Gdo nel 2030?
Eurospin, con un fatturato di 15 miliardi di euro, conquisterà il vertice della classifica. Sviluppandosi soprattutto all'estero, con nuove aperture e acquisizioni, dopo aver conquistato l'Italia con oltre 1.300 punti di vendita e 50 in Slovenia e Croazia.
Esselunga, che oggi è leader nel mercato italiano con un fatturato per metro quadro fra i più alti al mondo, si fermerà a 12 miliardi.
A 8 miliardi troveremo PAC2000A, Lidl, Unicoop Firenze. Anche il gruppo Agorà (solo se i 5 soci faranno un bilancio aggregato).
Mentre a 6 miliardi si posizioneranno Conad Nord Ovest, Coop Alleanza 3.0, Finiper-Unes (la cui gestione verrà affidata a un trust). Anche Coop Lombardia, Coop Liguria e Nova Coop se si metteranno insieme, come sembra. Raggiungeranno la soglia dei 5 miliardi Conad Cia, Maxi Di, Pam, Unicomm, F.lli Arena (insieme a Multicedi).
A 4 miliardi troveremo Aldi, Aspiag, Maiora (con Ergon e SCS), Megamark. Mentre a 3 miliardi Ce.Di. Gros., Conad Adriatico, Conad Centro Nord, F.lli Ibba (con Ama Codè e Crai Tirreno Ovest), Penny Market.
A 2,5 miliardi Alì, Bennet, Dimar, Metro, mentre a 2 miliardi Coop Amiatina, Eataly, Italy Discount, Tosano Cerea, Unicoop Tirreno.
Il nuovo attore che entrerà in scena in Italia, Costco, replicando il business model realizzato in Spagna e in Francia, fatturerà 2 miliardi.
Sisa Sicilia, Distribuzione Sisa Centro Sud, Europa Commerciale se si metteranno insieme potrebbero fatturare 2 miliardi? Non sarà facile. Quasi sempre gli imprenditori della distribuzione organizzata vendono, o trovano un accordo, quando sono in crisi o muore il titolare.
A 1,5 miliardi troveremo Magazzini Gabrielli, Moderna 2020 e Rialto (Il Gigante). Raggiungeranno invece 1 miliardo Apulia, Cedi Marche con Coal, Fioroni Gmf, F.lli Lando, Gruppo AZ, Italbrix, Italmark, Martinelli, Migross, la nuova Natura Sì, New Fdm, Prix Quality, Realco con Consorzio Europa, Rossetto, Sait, Scelgo con Sidal, Scs Despar Sardegna, Tatò Paride, Vega.
A 500 milioni di euro troveremo Alfi Gulliver, Cadoro, Cds, Coop Reno, Gambardella, Gda, L'Abbondanza, Seven, Sidi Piccolo, Vivo Friuli.
Mentre a 300 milioni American Cash, Arimondo, Borello, Cedi Sigma Campania, Centro 3A, Colonial Sud, Dado, Distribuzione Siciliano, Grd, Maiorana Maggiorino, Pilato, Distribuzione Siciliano, Perrone, Supercentro, Super Elite, Super Visotto, Padial, Perrone, Pilato e il consorzio Italia del Gusto per le vendite on line, dopo il successo con Ocado in Uk.
Mentre a 200 milioni Asta, Bava, Caramico, Cattel, Gargiulo & Maiello, G.f.e., Isa, Onesti, Polo.
Infine La Prima Foglia, Paladini Otello, Prezzemolo e Vitale raggiungeranno i 100 milioni di euro.
Grande assente Carrefour, che potrebbe lasciare l'Italia per svilupparsi su altri mercati. Oppure portare avanti solo il format Carrefour Express in franchising. Queste sono solo ipotesi, la realtà potrebbe essere diversa.
Oltre ai fatturati, importanti e strategici saranno i format, le insegne e il brand riconosciuto dai clienti.
Solo coloro che metteranno in campo un progetto di espansione, replicabile e sostenibile, riusciranno a raggiungere questi risultati. Gestendo bene il margine e non solo lo sviluppo dei fatturati.
Nelle categorie dei freschi e freschissimi si giocherà il futuro della Gdo, in termini di qualità e di assortimento. Insomma: la competizione si fa forte.
I discount proseguono la loro crescita. Anche il normal trade specializzato crescerà. Lo scenario potrebbe mutare, anzi muterà di sicuro. Come sempre saranno gli imprenditori più bravi a fare la parte dei leoni. Gli imprenditori e gli operatori che leggeranno meglio il mercato.
Con le squadre più unite, professionali e con più "fame". Quelle capaci di comunicare e relazionarsi meglio con i clienti.
Il mercato oggi vale 180 miliardi di euro. Nel 2030 si stima che arriverà a 200 miliardi di euro, considerando anche le nuove aperture all'estero finanziate con i contributi della società Simest.